BUON ANNO
E' da ieri, giorno di natale che avverto un leggero dolorino, improvviso, rapido e sporadico al petto, proprio poco sopra il seno sinistro.
Lo so che faccio presto a fossilizzarmi sul cuore, che troppo rapidamente finisco per ascoltare proprio solo quello, ma quando sei bulimica, e pesi 109 Kg, credo che sia inevitabile pensare al peggio.
Pranzi e cenoni, ancora pranzi e ancora cenoni, e io mangio "tranquilla" finché il dolorino, o fastidio, o immaginazione che sia, non si fa sentire di nuovo, mi assale il senso di colpa, la paura e la rabbia, sapendo che avrei potuto caricare molto meno le mie vene di quei grassi inutili e abbondanti di certe pietanze.
Sono una buona forchetta, mi piace il gusto, ma per una serie di motvi radicati in me da vent'anni almeno, perdo il controllo davanti al cibo, pur sapendo che se ne mangiassi di meno, sarebbe abbastanza per essere sazia, appagata e soprattutto più magra!
Invece puntuale si ripete ogni volta che io e il cibo ci incontriamo, lui è così irresistibile, io così debole che perdo il controllo, un terribile scivolone dentro un tunnel del quale non vedo il fondo, non finché non sento dolori intercostali, non ficnhé non temo di morire!
La morte mi terrorizza, ma il meccanismo è talmente radicato in me in "modalità automatica", che neanche il terrore di restarci secca è sufficiente a farmi smettere in tempo... prima dello stato di pienezza da straripamento.
Il proposito di queste feste, è in assoluto quello di NON PRENDERE PESO, che per come sto io, sarebbe già un grande traguardo.
fino a stamani tutto è stato tenuto debitamente a bada, ma il non avvertire la sensazione di fame per ben 4 giorni consecutivi, mi fa temere davvero di non riuscire a contenere i danni entro l'argine di partenza.
Non ho voglia di dire altro, di certo questa notte, farò di tutto per restare sveglia a vegliare sul mio cuore, che purtroppo la notte, è il peggiore dei momenti... quello in cui tutti dormono, nessuno ti ascolta, nessuno ti fa compagnia distraendoti la mente, e io mi sento di crollare per la paura.
Così veglio e attendo che sia quasi l'alba, che sia passata l'ora "x", che dopo le 4 del mattino, gioco forza, per stanchezza e per l'avvicinarsi del giorno, riesco a concedermi il meritato e tanto atteso dormire (come se poi non si potesse morire di giorno!)
***Buon Natale***
Semplicemente
D_D
Ho una grande paura di fallire, di diventare quello che lei è stata per me... una CATTIVA MADRE, una donna con cui non riuscire a comunicare, di ispirare le mani nel muso..
Ho tanta paura di essere vista con gli stessi occhi, di essere ascoltata con gli stessi orecchi, di non capire, di non ascoltare, di divenire ottusa e dittatrice, di non dare importanza al suo spazio, di pensare che solo come dico io è giusto...
Una fifa terrificante, di scoprire che mio figlio/a mi viva come io ho vissuto mia madre per oltre 20 anni.
E se tutto questo non servisse a rendermi migliore? E se dovessi avere sulla coscienza anche questo fallimento?
Ecco perché non me la sento...
Ecco perché non voglio figli!
(Dolorosamente ispirato allo star meglio di L.)
Cazzo, basta davvero poco, un raffreddore da toglierti il respiro, una gran voglia di coccole, mentre te ne stai raggomitolata, con la testa immersa nei vapori all'eucalypto e la coperta di pile attorno al corpo...
Voglia di coccole ma sei sola, e se sei sola nessuno ti coccola, e non è colpa di nessuno se la gente va a lavorare, e ti consoli male di quel male che sai bene cos'è, e te lo porti ancora addoso, per mandare a puttane il lavoro di 6 giorni di ordianria follia...
Basta poco... basta niente!
Guardarsi allo specchio, riflettere lì i propri dolori, nei propri occhi e nel colore del mare che risponde allo sgurado... il viso, il bel viso e scendere lungo il mento, il collo, le spalle, le braccia, ed è lì che la visuale si allarga, le grandi braccia, il grande seno, la pancia che non si può toccare, che dà fastidio sfiorare... ancora più in passo i fianchi, le forme distorte le cosce le gambe... le caviglie il collo del piede per nulla sensuale...
Rialzare lo sguardo di scatto, inaccettabile vista, rivedere il proprio viso, non è poi così bello, non come prima che ancora mostrava una smorfia sorridente, e scoprire che il mare si è fatto grosso, e le lacrime gonfiano, e poi straripare...
Chiudere gli occhi e allontanare il pensiero, cercare di vedersi meglio, se fosse davvero più semplice essere meglio, se tutto il caos che c'è intorno svanirebbe oppure no!?
Cercare in quell'immagine una spinta per rialzare la testa, riaprire gli occhi e vedere la voglia, la grinta, la forza che serve per riordinare... Ma non c'è! Maledizione non c'è!
Un viso meraviglioso, una donna normale, che riflette frustrazione e rassegnazione... Alcuni lo chiamano "il mostro" e forse, è lui veramente che mette disordine ovunque si cerchi invano di riordinare...